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“Camminare guarisce” è il titolo del libro scritto a quattro mani da Fabrizio Pepini e da Massimiliano Cremona, e racconta in gran parte la storia di Fabrizio, la cui vita cambiò in una mattina di maggio del 2011, quando i medici gli diagnosticarono una malattia estremamente difficile. “Lei ha un raro tipo di linfoma non Hodgkin, per l’esattezza un linfoma mantellare, sig. Pepini. Inizieremo subito le cure necessarie, ma non le nascondo che la prognosi è delicata. Si parla di una sopravvivenza media di 2-3 anni con delle susseguenti recidive. Faremo di tutto perché ogni cosa vada per il meglio. Questa battaglia la faremo insieme!”.
Questo in sostanza fu il tragico succo del discorso che quel medico belga dai modi umani e pacati, fece quel giorno a Fabrizio. Non ci fu tempo per indugiare. Si iniziarono subito le cure e si prospettò la cosa migliore da fare per un paziente come lui: un autotrapianto di midollo.

Dopo poco tempo, Fabrizio si ritrovò a vivere una forzata clausura in camera sterile, ad aspettare che le sue cellule del sangue si riproducessero e gli consentissero di poter tornare al più presto nel mondo. Dovette aspettare un mese.
Immaginate cosa possa significare per una persona sempre attiva, indaffarata, che ha sempre potuto godere della libertà di fare, andare, vivere, ritrovarsi “recluso” per quattro settimane dentro una stanza di ospedale di tre metri per quattro impossibilitato a uscire.
Ogni giorno le medesime quattro mura, le solite flebo, i controlli di routine, il silenzio della notte. Fortunatamente potevano entrare le persone più care di Fabrizio. Fortunatamente c’erano i sorrisi e i gesti delle infermiere. Fortunatamente anche lì dentro non si smette di sognare!

Fu in quei giorni che insieme ad un amico, Fabrizio cominciò a sognare di andare a piedi a Santiago de Compostela! Nel momento di massima fragilità della sua vita, dove sarebbe bastato un batterio a compromettere seriamente le sue possibilità di sopravvivenza, debilitato e svuotato dalle terapie insistenti di quei giorni, Fabrizio non perse il sorriso e la voglia di ripartire una volta uscito da quelle quattro mura.

Quel discorso sul cammino sembrò morire dentro quell’ospedale, e invece, pochi mesi dopo Fabrizio si mise in cammino verso Santiago! Mettendosi in cammino Fabrizio fece un enorme atto di coraggio. Ebbe l’audacia di sfidare la malattia, di non sottostare alle raccomandazioni e alle paure. Il suo più forte gesto lo compì una volta arrivato sul cammino. Lì capì che questa esperienza doveva essere vissuta pienamente, e si rese conto che per fare questo doveva lasciare una volta per tutte, prima di partire, la sua condizione di malato. Si tolse la mascherina, disse a se stesso “io non sono un malato”, e si buttò a vivere il suo cammino pienamente.

Dopo un mese, Fabrizio arrivò a Santiago de Compostela felice! Da allora, non si è più fermato! Ha percorso migliaia e migliaia di km a piedi in Spagna, in Italia, in Grecia, e ogni volta è tornato a casa da un cammino con la medesima convinzione: camminare mi sta facendo tremendamente bene!
Nel libro racconta tutta questa storia, e tutto ciò che ha maturato in questo suo lento passo dopo passo. Come ha detto l’editore del libro, “la storia di Fabrizio è quella di un uomo che riesce a ribaltare in apertura ciò che sembrerebbe chiusura, a vedere la luce dove quasi tutti vedrebbero il buio, e a tramutare lo sconforto in speranza”.

Nel libro vengono poi raccontate altre storie di amici incontrati da Fabrizio lungo il cammino, e che hanno questo stesso denominatore comune: il cammino guarisce! Donne, uomini, ragazzi che hanno avuto un giorno il coraggio di lasciare il proprio mondo, di svicolarsi da quella sofferenza che sembrava essere tutto ciò che avevano, che si sono messi uno zaino in spalla con quattro cose dentro e sono partiti verso l’ignoto a fare un cammino a piedi per più giorni. Ne sono tornati cambiati!

Ecco perché abbiamo sentito l’esigenza di spingerci oltre un libro e dare vita ad un’associazione! Perché questo messaggio forte e pieno di speranza merita di essere fatto conoscere e condiviso! Perché abbiamo il desiderio incontenibile di continuare a gridare al mondo che “camminare guarisce”!

copertina libro

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