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L’associazione “camminare guarisce” ha organizzato per il giorno 5 aprile a Perugia, l’incontro dal titolo “un cammino per ricominciare“. Di cosa si tratta? Di un evento nel quale desideriamo mettere in dialogo diverse realtà associative che hanno avviato dei progetti educativi in favore dei giovani con fragilità sociali e improntati sul cammino.

A questo meeting parteciperanno anche delle figure significative del territorio, sensibili al tema dei giovani e del camminare, oltre a rappresentanti dei servizi istituzionali di Perugia. Una bella occasione dal forte risvolto sociale e civile, per continuare a tracciare una strada che guarda al futuro dei ragazzi. Per loro. Con loro.

Oggi vi presentiamo l’associazione “Seuil”,  che sarà partecipe al nostro incontro grazie alla presenza del suo direttore Paul Dall’Acqua, che siamo felici ed onorati di ospitare e conoscere. Ecco un testo per presentarvi “Seuil”, tratto dal loro sito internet.

“Seuil” è nata dall’incontro che Bernard Ollivier ha fatto sul cammino di Santiago con due giovani delinquenti belgi, ai quali un giudice intelligente aveva proposto questo “patto”: il cammino o la prigione? Era il 1998.

La contentezza di questi due adolescenti in cammino, l’attenzione, e l’ammirazione che tutti avevano verso di loro, hanno dimostrato che questo giudice ci aveva visto giusto: la detenzione non è la soluzione.

Il sentimento di libertà che fa sperimentare il camminare, la felicità di superare i propri limiti e le difficoltà inevitabili, e soprattutto gli incontri fatti strada facendo, sono la vera via verso la “resilienza”, questa capacità di riprendersi dopo un trauma descritta da Boris Cyrulnik.

Dopo un periodo di prova, “Seuil” è stata ufficialmente creata nel 2003, e riconosciuta negli anni seguenti da diversi istituti nazionali francesi e dal Ministero della Giustizia come esperienza di aiuto sociale e di protezione giudiziaria data ai giovani.

La sua missione è di accompagnare questi ragazzi in difficoltà, in rottura con la società, per aiutarli a fare in modo che diventino essi stessi gli attori della loro propria reinserzione. Come? Attraverso un cammino di svolta individuale di circa 3 mesi, camminando per 1600 chilometri all’estero.

Questo progetto educativo è stato sperimentato in altri paesi europei.

Le risposte alternative alla prigione, come il cammino educativo di “Seuil” sono sostenute dalle amministrazioni francesi. Costano meno dei centri di detenzione e sono più educativi della prigione. Per questo il metodo alla fine ha convinto.

Nel 2013, lo studio di un centro indipendente dal nome “ProEthique” è arrivato alla conclusione che il 95% dei giovani che hanno fatto l’esperienza del cammino con “Seuil”, è tornato a casa con un progetto costruttivo per la loro reinserzioneUn altro studio fatto dall’amministrazione penitenziaria, ha costatato invece che il 75% dei giovani che escono di prigione, cadono in ripetute recidive. Nonostante ciò, ci sono ancora delle resistenze: si dice che non ci siano i “mezzi”. Mezzi che però esistono per mantenere le misure detentive. Le idee nuove e innovative hanno sempre bisogno di tempo per mettere radici. Per rinforzarle, ci vuole un sostegno e un’azione vigorosa da parte della società civile.

Grazie al sostegno dei nostri soci, dei nostri donatori, degli educatori e dei giudici minorili, “Seuil” ha organizzato fino al 2018, quasi 250 cammini educativi per i ragazzi! Ora l’associazione ha le forze per organizzarne ogni anno circa una quarantina”.

 

Vi aspettiamo il 5 aprile alle 18:30 presso l’Oratorio Santissima Annunziata di Perugia, in Piazza Mariotti 2 (accanto al Conservatorio) per continuare ad approfondire questo tema.

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