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La strada ci cura perché ci allontana da noi stessi”, Duccio Demetrio introduce così un capitolo del suo libro sul senso del cammino. Mettendoci in cammino, possiamo capire di più chi siamo e cosa desideriamo, perché ci stacchiamo dai luoghi noti, dalle abitudini, perché ci mettiamo alla prova.

La natura che avvolge e traccia i sentieri, ci invita ad ascoltarci e ad osservare la modalità del nostro andare, che spesso va di pari passo con i nostri stati d’animo.

Il Progetto Impronte è la parte del mio curriculum che ora amo di più! Lavoro come psico-oncologa da quindici anni per la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Firenze, e ho potuto fare esperienze di formazione e conoscere docenti eccezionali, sia nazionali che internazionali, alla ricerca sempre di nuovi stimoli e approcci, da proporre ai miei pazienti e soprattutto nella conduzione dei gruppi.

Ho sempre sognato però qualcosa che andasse un po’ “oltre” le stanze…

E’ stato durante il primo cammino verso Santiago di Compostela, che ho sentito e immaginato su quei sentieri prima i miei figli e subito dopo le “nostre” donne!

E così quest’anno mi sono letteralmente lanciata nell’organizzare delle camminate “psico-sociali” che prevedono la presenza della psico-oncologa e dell’insegnante di attività motoria adattata, con l’obiettivo di stare insieme nella natura, apprezzare l’arte dei luoghi che visitiamo e, soprattutto, innalzare lo spirito!

Impronte perché seguiremo sentieri percorsi da altri, sentieri colmi di storie di vita, di dolori e di sorrisi, di canti che rinforzano la speranza, le energie, sentieri che hanno assorbito altre impronte, e sui quali lasceremo le nostre…

Il cammino dell’uomo” di Martin Buber è un libro che propongo spesso come lettura, perché ci spinge oltre e ci interroga nel profondo: “C’è una domanda che sorge all’alba dell’umanità e che accompagna la storia di ogni essere umano, in qualsiasi tempo, in qualsiasi luogo, in qualsiasi situazione: Dove sei? e ancora, Dove ti trovi in questo momento? Sei in cammino? E se sì, in quale punto sei? In quale direzione stai andando?”

Finché non rispondiamo a queste domande, la vita non può diventare Cammino…

L’idea di camminare insieme nasce anche dal bisogno di riflettere sulle domande che la malattia pone, alle quali forse insieme potremo rispondere, dal desiderio di nutrirci della natura e farci guidare dalle emozioni.

La prima camminata è stata un grande successo, abbiamo percorso la zona del Parco del Mensola fino a Settignano, alternando il silenzio (ben poco in realtà!) a spiegazioni artistiche e letterarie, a fotografie e racconti.

La seconda sarà nei boschi del Convento di Montesenario e sul “Sentiero di Andrea” e prevede una visita all’interno del convento per conoscere l’Ordine dei Servi di Maria.

E fino a dicembre ogni mese, ci sarà un sabato per Impronte, e le proposte arrivano dai partecipanti del gruppo!

Ho conosciuto Andrea Polidoro leggendo il suo blog “Un cammino per ricominciare” il lunedì sera del 9 febbraio, mentre cercavo spunti di riflessione. Andrea mi racconta con un entusiasmo contagioso di Fabrizio Pepini e il suo libro “Camminare guarisce”, e nel giro di poche ore decidono che la mattina dopo sarebbero partiti da Passignano per partecipare all’incontro del 10 febbraio del Martedì del Ce.Ri.On. Centro di Riabilitazione Oncologica di Firenze– incontri mensili di prevenzione e stili di vita organizzati con LILT e ISPRO- sul tema dell’alimentazione sana, l’attività motoria e anche l’esperienza del cammino.

 

E’ stata una grande emozione poter ascoltare la storia Di Fabrizio, e leggere negli occhi dei nostri pazienti la speranza!

La serata si è conclusa con la presentazione della Via del Trasimeno, e come immaginavo, il gruppo Impronte ha aderito immediatamente alla proposta di Andrea e Fabrizio di provare questo nuovo e affascinante percorso!

Voglio ringraziare Giovanna Franchi, psicologa-psicoterapeuta, responsabile del Servizio di Psico-Oncologia della LILT-Ce.Ri.On. e Maria Grazia Muraca, medico responsabile della Struttura Semplice di Riabilitazione dell’ISPRO, per il continuo sostegno e la condivisione di grandi progetti.

Daniela Mirandola, insegnante di attività motoria adattata, che “sorveglia” il buon passo di tutti noi.

E ringrazio di cuore tutti i pazienti che con gioia stanno lasciando le loro impronte!

Siamo andati ben oltre le stanze, siamo andati là dove le anime si curano con abbracci, racconti, sguardi…

    Alice Maruelli    
Posted in Caminar cura, camminare guarisce, Marcher guérit

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2 Comments

  1. alice maruelli

    Caro Andrea,
    grazie per aver condiviso nel tuo prezioso blog il Progetto Impronte, frutto di un lungo percorso…Chi l’avrebbe mai detto che da Milano sarei arrivata ad organizzare camminate con i pazienti del Centro Oncologico?! Sono grata alla vita per gli intrecci meravigliosi che mi regala! Ci vediamo presto sulla Via del Trasimeno! Alice

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