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E niente. Senza un perché, senza una ragione, segui un’intuizione e prendi la decisione: metterti in Cammino.

Porti via poche cose, che metti velocemente nello zaino e senti la porta di casa chiudersi alle tue spalle.
Come un monito, come un’opportunità.

E in un’attimo ti ritrovi dentro il cuore del mondo, sulla strada, solo e spaesato.

Il corpo diventa la tua casa, la tua auto, tutto ciò che possiedi.
Come quando sei uscito dal grembo di tua madre, come quando lascerai questo mondo.

Tutto è segnato lungo il Cammino, la direzione precisa e puntuale, i segni numerosi e abbondanti.
Ti senti al sicuro.

Incroci città e piccoli borghi, uomini, donne e animali, montagne e pianure.
E piano piano inizi a lasciarti andare.

I pensieri escono e ti abbandonano.
Il corpo prende spazio. Ti senti leggero.
Segui i passi.

Ascolti i segnali dentro di te.
Ma non comprendi il linguaggio. Ti senti smarrito.

Fame, sete, stanchezza, timori, paure, angosce.
I bisogni si mescolano, si fanno sempre più confusi, ti costringono a darti delle priorità.
A metterli al Centro. In ascolto.

Dalla periferia al Centro, dal fuori al dentro.
E poi accade.

I pugni in tasca si aprono, la bocca si dischiude, lo sguardo si fa orizzonte.
L’esterno evapora, l’interno si allarga.

E solo in quel momento senti che inizia il vero cammino. Il Tuo.

Stefano

Posted in cammino, il primo cammino

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