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“Anno nuovo, vita nuova!”. È l’augurio più intimo che facciamo puntualmente a noi stessi a ogni inizi di gennaio, come se questo tempo fosse un momento favorevole per mettere mano alle nostre vite e cambiare le cose che non vanno secondo i nostri desideri. La fine e l’inizio di un anno, sono spesso il periodo propizio per tirare le somme, per fare gli eventuali bilanci, per annunciare i buoni propositi, per dare una spinta al desiderio di rinnovare quelle cose che nella nostra vita ci stanno strette e sulle quali abbiamo margini di cambiamento.

Poi la routine prende inevitabilmente il sopravvento, ci risucchia dentro al suo vortice senza tregua, rischiando così di perdere per strada i nostri buoni propositi e lasciando tutto uguale a prima, fino alle successive feste di fine anno!

 

Io quest’anno ho deciso di fare sul serio! La notte di capodanno appena passata, ho scelto di fare il mio ultimo turno come infermiere, e da oggi, 2 gennaio 2017, non indosso più la divisa bianca. Sono molte le cose che mi hanno portato a lasciare un lavoro sicuro e a tempo indeterminato per ricominciare da questo blog appena nato. Forse una ragione prevale sempre su tutte: la fedeltà a me stesso!

A 46 anni, non ho ancora capito se questa “intolleranza” alle cose che non mi vanno sia una fortuna oppure un handicap. Sta di fatto che non riesco ad adattarmi alle situazioni e ai contesti nei quali mi si chiede di sacrificare me stesso e la mia felicità.

 

Gli ultimi otto anni della mia vita, li ho passati accanto ai malati, a prestare loro l’assistenza e le cure necessarie per rimettersi in piedi e poter così riprendere la loro vita. Nonostante fossi un neolaureato alla sua prima esperienza professionale e che quindi avesse tantissime cose da imparare, ho sempre cercato di dare il meglio di me, convivendo con quei fisiologici alti e bassi che in certi giorni ti fanno quasi pentire di aver scelto un lavoro così pesante. Si sa, lavorare con le persone in difficoltà non è sempre cosa facile, e raramente le gratificazioni compensano le esigenze, gli oneri e le responsabilità costantemente presenti.

Nel luogo dove ho lavorato in questi anni, ho visto troppe cose cambiare e cambiare in peggio, purtroppo. C’è stata una progressiva dequalificazione delle professionalità, un peggioramento delle condizioni dentro le quali svolgere le nostre attività, un aumento del carico di lavoro, una penalizzazione economica che ha portato al decurtamento dello stipendio di tutti i dipendenti. Tante piccole cose la cui somma mi ha lasciato dentro solo amarezza e scontentezza. Mi sono sentito spesso solo un numero, un costo da tagliare, una voce di bilancio da rivedere. Qualcuno che conta solo negli asettici calcoli di chi dirige dietro ad una scrivania, ma che non conta niente dal punto di vista umano e professionale.

 

Alberto Moravia diceva: “sai cosa si fa quando non se ne può più? Si cambia”. L’ho creduto anch’io! Inizialmente, ho cercato il cambiamento restando nel mio ambito professionale. Ho cominciato a cercare freneticamente dei concorsi da fare, ho mandato in giro il mio curriculum vitae, ho sondato diverse possibilità nel settore privato, con un solo risultato: niente!

Poi sorprendentemente, un’ispirazione: diventare blogger e fare della mia passione per il cammino, “la mia nuova vita”. Un lucido salto nel vuoto, che mi ha fatto provare inevitabili vertigini. Una rinuncia alle sicurezze, che mi ha fatto sentire mancare la terra sotto i piedi. Siamo così abituati a non fare un passo senza prima soppesare ogni cosa, valutare ogni pro e contro, mettere sulla bilancia rischi, svantaggi, benefici, interessi. Senza rendercene conto, abbiamo messo assicurazioni e rassicurazioni su ogni minima cosa! Viaggiamo tutti con il freno a mano tirato, facciamo una fatica pazzesca, e crediamo che questa sia la più normale delle normalità. Forse non sappiamo più osare per le cose che contano.

 

Ho scelto di scendere dal treno in corsa della nostra società occidentale, di provarci almeno, rinunciando a partecipare a una corsa all’impazzata dove il prezzo da pagare è troppo caro per tutti!

Ho scelto di riprendermi la mia libertà! Non mi va più di essere coscientemente ostaggio di un sistema cui non importa un fico secco della mia felicità! Spesso sembrano non esserci alternative alla vita che viviamo, o forse ci fanno credere che sia così. I nostri discorsi hanno tutti un subdolo sapore che sa di rassegnazione. Abbiamo talmente imparato ad alzare le spalle che ormai ci crediamo anche noi che “non fa niente” se le cose non vanno per il verso giusto. A ogni stretta che viene dall’alto, ci adattiamo, pensiamo che “c’è chi sta peggio di noi”, che “almeno noi un lavoriamo ce lo abbiamo”, che “siamo fortunati”, che “non possiamo lamentarci”, in una giaculatoria di rinunciatarismo che non ci farà mai cambiare granché nella nostra vita, anche se viene capodanno ogni 365 giorni!

Di fronte alla mia scelta di lasciare un lavoro sicuro, in moltissimi mi hanno detto: “ti ammiro, sai..”. No, non ammiratemi. Io dico piuttosto “ammiratevi!”, e guardate alle cose che dentro di voi spingono da tempo per un cambiamento! Non lasciate che siano le paure a vincere!

Io riparto da qui, mi metto lo zaino in spalla e vado. C’è sempre “un cammino per ricominciare”!

Che in questo 2017 appena cominciato, possiamo avere tutti il coraggio di perderci!

 

 

 

Finirai per trovarla la Via, se prima hai il coraggio di perderti.” (Tiziano Terzani)

 

 

Posted in camminare guarisce

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4 Comments

  1. silvia

    Bravo Andrea bello bellissimo questo Blog e non lo mollero’..ancora la forza di cambiare le cose che mi stanno strette non lo trovata ma sono comunque una sognatrice e mi piace vivere anche dei racconti e delle esperienze degli altri soprattutto se sono persone a cui voglio bene?sei stato un bravo collega ma sarai di certo un bravissimo Blogger. ..continua a scrivere io continuerò a leggere e prima o poi troverò anch’io la mia strada per il mio cammino..

    • Andrea

      Ti ringrazio con tutto il cuore che ho, Silvia! Da profonda conoscitrice di ciò che si muove nelle profondità delle persone, sai meglio di me quanto non sia per niente evidente aprirsi ai cambiamenti e tentare strade nuove che ci siano più consone. Ma a volte la vita si impone e ci apre cammini che non avevamo prospettato.., ci suggerisce dei sentieri che non avevamo previsto, e troviamo un’abbondanza di vita che fatichiamo a trovare dentro le nostre grigie routine. Mi farà molto piacere sentirti in cammino con me, con noi.., e sono più che certo che la TUA strada la troverai anche tu!
      Intanto prepara lo zaino?
      Un abbraccio!

  2. Paola

    Grazie Andrea, ti sono grata di aver condiviso la tua storia.
    Ho fatto la stessa cosa 2 mesi fa! Seguiamo l’ energia della vita consapevoli che siamo in movimento e tutto è giusto e perfetto. Abbiamo deciso di fare un salto quantico e attraverso il nostro coraggio, che è racchiuso nel cuore, arriveremo! Restiamo in contatto.
    Con stima e gratitudine
    Paola

    • Andrea

      Grazie del tuo bellissimo messaggio, Paola!
      Mi fa immensamente piacere sentirmi in buona compagnia su questa strada tutta da inventare!! Grazie di esserci!
      Hai detto bene…Qualcosa ci ha spinto a fare questo salto, e sono certo che ne avremo solo da guadagnare!
      Mi fa quindi molto piacere sentirmi con te strada facendo!
      Camminare assieme è un dono reciproco! Per questo, la gratitudine è anche mia!! A risentirci presto!
      Auguroni di cuore anche a te!!

      Andrea

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